Come trovare candidati da job board e profili pubblici LinkedIn

2026-09-08

Risposta breve: una ricerca di candidati fatta bene ha due metà, e quasi tutti ne fanno solo una. La prima metà è il mercato: chi altro sta cercando quel profilo, con quali competenze in annuncio e con quale retribuzione dichiarata, e questo sta scritto nelle job board. La seconda metà sono le persone, che stanno nei profili pubblici e nelle tracce pubbliche del loro lavoro. Descrivi il tuo cliente ideale. Searchbase lo trova in tutta Europa con un prompt, con la fonte su ogni cella, e in un processo di selezione questo significa una tabella dove ogni riga porta il link alla pagina pubblica da cui viene, senza toccare nulla che pubblico non sia.

Chi fa recruiting oggi apre nove schede del browser, cerca lo stesso ruolo su ognuna, salva gli annunci interessanti, poi passa ai profili e comincia a scorrere. Su una posizione tecnica di media difficoltà sono due giornate prima di avere una lista che valga una riunione. E la parte peggiore è che le due metà restano separate: gli annunci in un foglio, i candidati in un altro, e nessuno che li incroci.

Oggi si usa LinkedIn Recruiter per la ricerca e la gestione delle conversazioni. Quello che segue non lo sostituisce: costruisce la lista a monte, leggendo quello che è pubblico, e ti dà una tabella con la fonte su ogni cella.

Passo 1: scrivere il profilo come lo diresti a un collega

Il primo prompt non è una stringa booleana. È una descrizione.

"Cerco sviluppatori backend Python con esperienza su servizi in produzione e su cloud, in area Milano o da remoto in Italia, non profili junior e non consulenti di grandi società di consulenza."

Quello che succede: l'agente pianifica, cioè capisce che servono due fasi distinte, una sul mercato e una sulle persone. Poi cerca sul web, apre le pagine, legge ed estrae. Le righe compaiono in streaming mentre lavora, quindi dopo poche decine di secondi vedi già se la descrizione stava reggendo o se conviene fermare e riscrivere.

La parte in negativo, di nuovo, è quella che fa il lavoro. Un filtro a menu non sa escludere i consulenti; una frase sì.

Passo 2: leggere il mercato dalle job board

Prima delle persone, gli annunci. Le job board coperte sono nove, e servono a capire contro chi stai competendo.

"Trovami tutti gli annunci pubblicati negli ultimi trenta giorni per sviluppatore backend Python in Italia: azienda, titolo dell'annuncio, sede, modalità di lavoro, competenze richieste, retribuzione se dichiarata, data di pubblicazione e link all'annuncio."

L'agente apre gli annunci uno per uno ed estrae i campi. In un'ora hai il benchmark che di solito manca: quante aziende cercano lo stesso profilo, cosa offrono, quali competenze stanno diventando obbligatorie e chi dichiara la retribuzione. Se il tuo annuncio è fermo da tre settimane, spesso la risposta è qui dentro.

C'è un secondo uso, meno ovvio: un'azienda che ha pubblicato dieci annunci nello stesso mese sta crescendo o sta perdendo persone, e in entrambi i casi è un'informazione che serve a chi fa selezione.

Passo 3: costruire la lista dai profili pubblici

Adesso le persone. Il confine è netto e non si sposta: solo quello che è pubblicamente visibile.

"Costruisci una lista di persone con questo profilo a partire dalle fonti pubbliche: profili professionali visibili senza login, pagine personali, portfolio, repository pubblici e pagine di conferenze. Per ognuno voglio nome, ruolo attuale dichiarato, azienda, città e link alla pagina da cui viene ogni dato."

L'agente legge e riempie. Un profilo social costa circa 3 crediti, una pagina circa 1, quindi conviene arrivare a questo passo con il profilo già stretto dal Passo 1.

Passo 4: verificare con le tracce pubbliche del lavoro

Un titolo su un profilo dice poco. Quello che una persona ha pubblicato dice molto di più, e per i ruoli tecnici o creativi è la verifica migliore che esista.

"Per ognuno controlla se ha repository pubblici, un sito o portfolio personale, articoli tecnici firmati o interventi a conferenze, e mettimi il link. Dimmi anche la data dell'attività pubblica più recente."

La data dell'ultima attività pubblica è il campo che ordina la lista meglio di qualunque altro. Un profilo aggiornato tre anni fa e un profilo con un intervento pubblico il mese scorso non sono lo stesso candidato, anche a parità di titolo.

Passo 5: il contatto, solo dove è pubblicato

"Per ogni candidato cerca un contatto pubblico: email sul sito personale, form di contatto, profilo pubblico con contatto dichiarato. Dimmi dove l'hai trovato e lascia vuoto dove non c'è."

La colonna che dice dove è stato trovato il contatto è quella che rende la riga difendibile. Su una lista di candidati questo conta più che altrove: chi riceve il messaggio ha diritto di sapere da dove arrivi, e tu devi essere in grado di dirlo.

Passo 6: dal candidato al primo messaggio

"Scrivi una bozza di primo messaggio per i candidati con attività pubblica negli ultimi sei mesi, che citi il progetto specifico che ho visto, e che dica chiaramente qual è il ruolo e dove ho trovato il loro contatto."

L'agente scrive le bozze delle sequenze email e LinkedIn. Le rivedi tu, una per una. Niente viene inviato, e non esiste un pulsante che spedisca senza la tua approvazione.

Cosa torna indietro

Due tabelle, se hai fatto sia il Passo 2 sia il Passo 3, con le colonne che hai nominato tu.

Sul lato mercato: azienda, titolo dell'annuncio, sede e modalità di lavoro, competenze richieste, retribuzione dichiarata, data di pubblicazione, job board di origine e link all'annuncio.

Sul lato persone: nome, ruolo attuale dichiarato, azienda, città, tracce pubbliche del lavoro con i relativi link, data dell'ultima attività pubblica, contatto pubblico con la colonna che dice dove è stato trovato.

Su ogni cella c'è una chip con il link alla fonte, e porta alla pagina esatta da cui il valore è stato preso, non a una pagina generica. Accanto c'è un badge di freschezza con la data di raccolta e l'indicazione del metodo di estrazione.

E la regola sui buchi vale qui più che in ogni altro caso d'uso: se un valore non è verificabile, la cella resta n/a. Nessun indirizzo email viene costruito partendo da nome, cognome e dominio dell'azienda. In un processo di selezione un dato inventato non è un fastidio, è un danno alla persona di cui stai parlando.

Quanto costa in crediti

Si paga per azione. Una pagina letta costa circa 1 credito, un profilo social circa 3, una ricerca approfondita da 20 a 40.

Una lettura di mercato su un ruolo, cioè cinquanta o sessanta annunci sulle nove job board, sta indicativamente sotto i 100 crediti. Una lista di quaranta candidati con profilo letto e tracce pubbliche verificate sta fra i 150 e i 250. Con i 150 crediti del piano gratuito, senza carta, fai il benchmark completo del mercato su una posizione, che spesso è già la parte che manca.

Sopra: Starter a 29 euro con 1.000 crediti al mese, che copre un paio di posizioni al mese fatte bene. Pro a 79 euro con 4.000 crediti e accesso API, se vuoi che le righe finiscano nel tuo gestionale. Business a 199 euro con 12.000 crediti e webhook, che è la fascia di una società di selezione. Fatturazione in euro da una società europea.

Limiti, detti chiaramente

I profili privati non vengono letti, e non compaiono in tabella. Non c'è modo di sapere chi ha attivato un'indicazione di disponibilità visibile solo ai recruiter di una piattaforma, perché non è un dato pubblico. Le pagine dietro login o paywall non vengono aperte, e un'area candidati riservata non fa eccezione.

Non ci sono i curriculum. Un CV caricato dentro il portale di una job board appartiene a quella piattaforma e alla persona che lo ha caricato, e non è materiale pubblico.

Non ci sono i contatti personali non pubblicati. Un numero di telefono privato o un indirizzo email personale che la persona non ha esposto da nessuna parte restano fuori, e la cella resta vuota.

I valori non verificabili restano vuoti, sempre. Vale per la retribuzione quando l'annuncio non la dichiara, per la città quando il profilo non la espone, per l'anzianità quando non è ricavabile.

E c'è una parte che non è un limite tecnico ma normativo: trattare dati personali di candidati in Europa ha regole precise, sulla base giuridica, sull'informativa e sulla conservazione. Verificale con un professionista prima di partire, indipendentemente dallo strumento che usi. Infine, l'outreach resta una bozza: le sequenze le scrive l'agente, le approvi tu, niente parte da solo.

Domande frequenti

Leggete i profili LinkedIn privati o dietro login? No. Vengono lette solo pagine pubblicamente accessibili senza autenticazione. Se un profilo è visibile solo agli iscritti o solo ai collegamenti, resta fuori dalla lista. Questo riduce la copertura rispetto a uno strumento che opera dentro la piattaforma, ed è un compromesso dichiarato, non un difetto nascosto.

Perché conviene leggere gli annunci prima dei candidati? Perché ti dice contro cosa competi. Se venti aziende cercano lo stesso profilo nella stessa città e metà dichiara una retribuzione superiore alla tua, il problema della tua ricerca non è la lista di candidati. Sono venti minuti di lettura che spesso cambiano l'impostazione della posizione.

Quali sono le nove job board coperte? Sono nove board pubbliche coperte in modo nativo, e a queste si aggiunge qualsiasi pagina carriere pubblica di un'azienda, che spesso è la fonte dove l'annuncio compare per primo. La copertura utile su un ruolo dipende molto dal settore: sul tecnico è alta, su alcuni mestieri operativi le board generaliste contano meno delle pagine aziendali.

Posso usare questa lista per scrivere ai candidati? Tecnicamente sì, e l'agente ti prepara le bozze. Giuridicamente dipende dalla base su cui tratti quei dati personali e da come lo comunichi alla persona nel primo messaggio. Non è un parere legale: prima di avviare una campagna di contatto, fai verificare l'impostazione a un professionista.

Che vantaggio ho rispetto a una ricerca fatta a mano? Il tempo sulla parte meccanica, e la tracciabilità. Ogni cella porta il link alla pagina da cui viene, quindi quando un collega chiede da dove arriva un'informazione su un candidato la risposta è un clic, non una ricostruzione a memoria.

Funziona fuori dall'Italia? Sì, e il caso più frequente è la ricerca su più paesi europei con lo stesso profilo. Cambi la frase, non lo strumento, e aggiungi una colonna con il paese e la lingua per ordinare i risultati.

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