Searchbase per le agenzie di marketing: liste clienti e ads dei competitor in un prompt

2026-09-08

Risposta breve: le agenzie usano Searchbase per due lavori: costruire la lista new business su una città o una nicchia, e mostrare a un cliente cosa stanno davvero girando i suoi competitor su Meta, Google e TikTok in questo momento. Descrivi il tuo cliente ideale. Searchbase lo trova in tutta Europa con un prompt, con la fonte su ogni cella. Una scansione di città o un giro sulle ad library richiede minuti e costa qualche centinaio di crediti, su un piano che parte gratis con 150 crediti al mese.

Cosa chiedono i team agenzia

Questi sono i prompt che funzionano. Scrivili come faresti un brief a un junior: parole normali, il luogo, e le colonne che ti servono davvero.

  • "Tutte le agenzie di comunicazione a Torino con sito, email generica e i settori dei clienti che dichiarano sul sito."
  • "Aziende che stanno facendo advertising su Meta in Italia nel settore arredo cucina, con il testo dell'annuncio e la landing page a cui portano."
  • "Aziende SaaS a Milano che nell'ultimo trimestre hanno pubblicato un annuncio per un performance marketer, con il nome di chi assume se è pubblico."
  • "Ristoranti e bistrot a Bologna con un account Instagram sopra i 5.000 follower, handle, numero di follower e se hanno anche TikTok."
  • "Brand e-commerce di moda a Firenze che spingono su Google Ads, con la pagina contatti e le categorie che vendono."
  • "Tutte le agenzie presenti nelle principali directory di settore a Roma, con il nome del fondatore, la pagina LinkedIn aziendale e i servizi che offrono."

Due cose rendono buono un prompt: il luogo e le colonne. Un brief vago produce una tabella vaga, come con un ricercatore umano.

Cosa torna indietro

Quello che ottieni è una tabella che si riempie mentre guardi, non un documento. Per il lavoro di prospecting le colonne si assestano quasi sempre così: nome azienda, sito, città, fascia dimensionale, email generica, URL della pagina contatti, handle social principale, numero di follower, più la colonna qualificante che hai chiesto tu, ad esempio i settori dei clienti o i servizi elencati sul sito.

Per una scansione delle ads la tabella cambia forma: nome dell'inserzionista, piattaforma, creatività o copy, URL della landing page, data di prima comparsa e paese in cui viene servito.

Ogni cella porta con sé una chip con il link alla pagina da cui il valore arriva, un badge di freschezza che dice quando è stato raccolto, e il metodo di estrazione. In agenzia questo pesa più che altrove, perché la lista finisce spesso davanti a un cliente che chiederà da dove viene un numero. Clicchi la cella e glielo mostri. Quando un valore non è verificabile da una pagina pubblica, la cella resta n/a. Non viene mai riempita a intuito, quindi una colonna vuota è un'informazione e non un difetto.

Le fonti che contano per le agenzie

Searchbase legge qualsiasi pagina pubblica, più dodici piattaforme social, tre ad library (Meta, Google e TikTok), nove job board, directory aziendali e stampa. Per le agenzie i pesi sono diversi rispetto ad altri settori.

Le tre ad library contano qui più che in qualunque altro verticale. Sono quello che ti permette di rispondere a "chi sta investendo su questa categoria in Italia questo mese" e "cosa sta testando il competitor del cliente" senza un abbonamento separato a uno strumento di ad spy. Oggi i team usano Foreplay per archiviare le creatività dei competitor: la differenza è che qui l'ad library sta nella stessa tabella dei dati aziendali, quindi la riga dell'inserzionista ha già accanto sito, email e handle social.

Le pagine aziendali e le directory portano il lavoro di prospecting: sul sito dell'agenzia stanno i servizi, i loghi dei clienti e l'email di contatto. Le job board sono il miglior indicatore disponibile di budget e intenzione, perché un'azienda che a Milano cerca uno specialista paid social è un'azienda che ha già deciso di spendere. Le piattaforme social contano quando il target è un creator, un ristorante, un brand locale, chiunque abbia una presenza reale su Instagram o TikTok e non su un sito corporate. La stampa riempie i segnali di finanziamento ed espansione.

Un esempio concreto

Prendiamo il prompt: "Tutte le agenzie di comunicazione a Torino con sito, email generica e i settori dei clienti che dichiarano sul sito."

L'agente prima pianifica. Decide che gli servono un giro sulle directory più una passata di ricerca, poi una lettura di pagina per ogni candidata per estrarre email e lista clienti. Il piano lo vedi prima che parta.

Poi cerca, raccoglie l'insieme di agenzie candidate e comincia a leggere. Ogni pagina letta costa circa 1 credito. Un profilo social circa 3. Se invece di una tabella avessi chiesto una panoramica di mercato scritta, un report Deep Research costerebbe da 20 a 40.

Per una città come Torino una scansione del genere si ferma di solito su qualche centinaio di pagine lette, quindi sta comodamente dentro un mese Starter e con ampio margine dentro un Pro. Le righe arrivano nella tabella mentre vengono estratte, quindi puoi fermarti quando ne hai abbastanza, e non paghi le pagine che l'agente non ha dovuto leggere.

Quello che esce è un foglio che puoi passare a un commerciale: nomi, siti, email, città, e la colonna sui settori dei clienti che gli dice quale case study mettere in apertura.

Dalla tabella al primo messaggio

Quando la tabella esiste, l'agente può scrivere le bozze dei messaggi per le persone che ci sono dentro. Prepara sequenze multicanale, email e LinkedIn, usando quello che sta davvero nella riga: i settori che quell'agenzia serve, le ads che sta girando il suo competitor, il ruolo che hanno appena aperto.

La revisione è obbligatoria. Searchbase scrive bozze, non invia. Ogni messaggio ti passa davanti per essere modificato e approvato, e il lancio dal wizard campagne è ancora in attivazione progressiva: oggi il percorso affidabile è rivedere le bozze ed esportarle nello strumento di invio che l'agenzia già usa. Niente parte senza che una persona decida che deve partire.

Prezzi per un team agenzia

Free dà 150 crediti al mese senza carta ed export JSON. Bastano per una scansione di città vera e per capire se le colonne tornano nella forma che ti serve.

Starter, 29 € al mese, dà 1.000 crediti ed export CSV. È il piano dell'agenzia piccola che costruisce una o due liste al mese e ogni tanto controlla le ads di un competitor per una gara.

Pro, 79 € al mese, dà 4.000 crediti, accesso API e rollover dei crediti. È il taglio giusto per un'agenzia che fa new business in continuo, perché l'API porta le righe direttamente nel CRM invece di farti spostare CSV a mano, e il rollover evita di buttare un mese tranquillo.

Business, 199 € al mese, dà 12.000 crediti e webhook. Ha senso quando monitori le ads per più clienti in modo ricorrente e vuoi che le righe nuove ti arrivino invece di andarle a prendere.

Prezzi in euro, fatturazione annuale, azienda europea.

Domande frequenti

Posso costruire la lista di tutte le agenzie di una città? Sì, ed è uno dei prompt più usati. Indica la città e le colonne che vuoi. La copertura dipende da cosa quelle agenzie pubblicano: uno studio senza sito e senza presenza nelle directory non comparirà.

Posso vedere le ads che sta girando un competitor? Sì, su Meta, Google e TikTok, con la creatività, la landing page e la data di prima comparsa. Oggi per questo si usa uno strumento separato di ad spy: qui il risultato arriva nella stessa tabella dei dati aziendali.

Searchbase manda le email di outreach? No. L'agente scrive le bozze delle sequenze email e LinkedIn per le persone trovate e tu rivedi ogni messaggio. L'invio dal wizard campagne è ancora in attivazione, quindi oggi il flusso è revisione ed export.

Quanti crediti costa una ricerca per un cliente? Circa 1 credito per pagina letta e 3 per profilo social, quindi una lista su una singola città sta di solito su qualche centinaio. Un report Deep Research costa da solo tra 20 e 40.

Posso presentare l'output a nome dell'agenzia? L'output è una tabella che esporti in JSON, CSV, via API o via webhook a seconda del piano, quindi entra in qualsiasi deck o foglio usi tu. I link alle fonti viaggiano con i dati, ed è di solito il motivo per cui li mostri.

Perché alcune celle sono vuote? Perché quel valore non era verificabile da una fonte pubblica. Un n/a è una risposta voluta, non una casella che l'agente non ha avuto voglia di riempire.

Prezzi verificati il 2026-09-08 su searchbase.org.